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63simi CAMPIONATI ITALIANI ASSOLUTI (1a, 2a, 3a, 4a cat. e veterani), Ponte di Legno (BS) 31 maggio-13 giugno 2010


GAME OVER - 15/06/2010

ARCHIVIO RUBRICHE 2004/08

L'ANGOLO DELLO STORTO: commenti pongistici di un toscano polemico

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ARCHIVIO 2009

Articolo
Data
06/10/2009
SPUNTI (E SPUTI) SUL CAMPIONATO 20/10/2009

E QUI COMANDO IO!

17/11/2009
IL RITORNO DEL DOTTORE A MODENA 2/12/2009

IL BUONO, IL BRUTTO E IL CATTIVO

23/12/2009
LA SFIGA 02/02/2010

DIRITTO & ROVESCIO

17/03/2010

I CONTI NON TORNANO

13/04/2010

 

“C” COME CARIATIDI - 06/10/2009

Non ce ne voglia il nostro Guerzovich, il quale, spesso e volentieri si diletta a pubblicare sul sito i suoi satirici alfabeti in occasione di stages e ricorrenze. Ci perdonerà, dunque, se stavolta l’abbiamo plagiato, ma non avevamo altre idee per il titolo. E poi chi se ne frega, tanto da quando è diventato Onorevole non ci caga neanche di striscio, pensando solo alle donne (chiamalo fesso), ai soldi e alla politica. E mentre lui se la spassa a Villa Certosa, il buon ‘Tacchi è lì in palestra che lo aspetta invano per il turno di cesto…. Soprattutto, resisterà il povero Ivan un’intera nuova stagione, solo soletto, in quella gabbia di matti?
Già, la nuova stagione, oramai avviatasi a pieno ritmo, con parecchie novità. Tanto per iniziare, è arrivato il nuovo cinesino, che avrà l’arduo compito di farci dimenticare Peng Wenjiang. Il nostro nuovo straniero si chiama Cheng Siyuan, è giovanissimo, molto forte e sembra anche simpatico. Una di queste volte proveremo ad intervistare anche lui, non appena avrà imparato a spiccicare una parola in italiano o magari due in inglese. Non è interista, com’era Peng, ma neanche juventino, e questo è un altro punto a suo favore. Con lui, il Bisino e il Sinigo si cimenteranno in una nuova avvincente avventura chiamata A2 Nord, peraltro iniziata con un sonoro e convincente 4-0. Ah già, dimenticavamo, è mutato il meccanismo di gioco e adesso la famigerata mini-Swaythling se la ciucceranno quelli dei piani alti.
Anticipiamo uno scoop: così come tale formula provocava effetti lassativi ai poveri nc dei campionati regionali (in cui, deo gratias, è stata abolita), essa sembra essere invisa anche ai prima e seconda categoria che abbiamo avuto modo di sentire a caldo. Comunque, più avanti, contiamo di raccogliere ulteriori exit pool…
Ma veniamo alle cariatidi, di cui, ahimé, la nostra società è infestata. Ve ne sono sia di lusso che di bassa lega. A riprova che l’incedere del tempo non risparmia nessuno, fenomeni e schiappe, il Bisi-team, tartassato dagli acciacchi, ha dovuto abdicare alla B1 per dedicarsi alla più rilassante serie sottostante. Attenzione però, c’è in agguato un pericoloso ex, il mitico Dottor La Rocca, migrato in Toscana, dove sta già facendo faville con la sua nuova società. Altro scoop: pare che Giorgione, che alla Villa non aveva mai spostato neppure una transenna in oltre dieci anni, a Prato debba persino montare i tavoli e abbassarsi a svolgere lavoro di umile manovalanza. Questo spiega il suo repentino dimagrimento, altro che le diete! Speriamo solo che la scomparsa della panza non pregiudichi il suo famoso servizio coperto, appunto, con la lonza.
La patata bollente della B1, quindi, è stata rifilata ai tre baldi giovanotti dagli ormoni impazziti, Ghitalla il fico, Raffa detto “Rufus” e Albertone Dallolio, i quali non sono parsi impazzire per il regalo, anche se, a onor del vero, lo scorso anno erano in effetti promossi. Visto però il girone in cui sono capitati, la loro presenza ricorda molto i “vasi di coccio” di manzoniana memoria. Vedremo se riusciranno in questa autentica mission impossible e, soprattutto, se saranno così bravi da arrivare a maggio 2010 senza sclerare …
Il contatore Geiger delle cariatidi impazzisce letteralmente però nelle due serie C, dove l’inaugurazione del campionato ha coinciso con sonore batoste, complice anche l’abolizione delle puntinate più impestate. Non si può che migliorare, ma, anche in questo caso, il cammino sembra tutt’altro che agevole.
Notizie più confortanti sembrano giungere dai Gremlins di Ivan, schierati in serie D, ma stiamo parlando di frutti ancora acerbi e, soprattutto, si evidenzia una notevole frattura, in termini di età e caratura, con gli altri giovani, ovviamente, schierati nelle prime squadre.
Oltretutto, i campionati saranno resi ulteriormente ostici dal maggior numero di retrocessioni, connesse al ritorno generalizzato dei gironi a otto, un devastante dietro-front, tanto per cambiare.
Sempre a livello regolamentare, poi, stiamo osservando con grande curiosità il funzionamento delle cosiddette classifiche nazionali “mobili”, anche se, sull’argomento, ogni giudizio appare prematuro.
Meritevole, da subito, al contrario, di seria riflessione, il futuro delle serie regionali, il cui progetto a regime prevederebbe serie D2 a iosa, due D1 ed una sola C2, secondo un modello piramidale, che però, così configurato, somiglierebbe più ad un fiaschetto di Chianti: culo grosso alla base e punta sottile. Soprattutto, non riteniamo che una regione come l’Emilia-Romagna debba avere una sola C2, bensì necessariamente due, dato il buon livello pongistico nel panorama nazionale, verso cui tale serie rappresenta il trampolino di lancio.
Staremo a vedere, sempre se, da brave cariatidi, riusciremo a sopravvivere alle tante, troppe pallinate…

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SPUNTI (E SPUTI) SUL CAMPIONATO - 20/10/2009

Compito ingrato e delicato dover parlare dei protagonisti del campionato che ha da poco preso le mosse. Se ne parliamo male, s’incazzano. Se non ne parliamo, lamentano di essere trascurati. Se ne parliamo bene, cominciano a toccare tutti i possibili scongiuri, temendo di essere “gufati”. Strana razza di superstiziosi, i pongisti, ma noi ce ne freghiamo e, anzi, andiamo avanti ancora con più gusto nel nostro sporco lavoro, dato che le prime giornate offrono spunti (e sputi, appunto) assai interessanti.
La squadra di serie A, mantenendo le promesse, si è calata da subito nel ruolo di protagonista, un po’ come era successo la scorsa stagione. Partenza a razzo, in particolare, del Sinigo, più che mai in odore di prima categoria! Il suo tatuatore di fiducia sta già scaldando gli aghi. Sempre su standard elevati Paolino, mentre, riguardo a Cheng, ci si chiede se ci metterà di più a perdere una partita o ad imparare una frase in italiano. Da non trascurare l’incidenza della nuova formula, grazie alla quale, in certi casi, i risultati finali sono parsi una vera e propria lotteria.
Non nasconde ambizioni di promozione, e vorremmo anche vedere il contrario, il Bisi-Team di B2, a sua volta a punteggio pieno. E quando ha avuto qualche amnesia Giovannone, che ancora deve riprendersi dagli acciacchi “di gioventù”, ci hanno pensato Sandrino e Gigi a rimettere a posto le cose. Attenzione però a quella vecchia lenza (in altri tempi, avremmo detto “vecchia lonza”, ma ormai è dimagrito dieci chili) del DrLaRock, anche lui al comando della classifica con la sua nuova squadra. Girone comunque molto avvincente, di notevole livello, data anche la presenza di blasonati stranieri.
En plein, sino a questo momento, anche per i Gremlins di Ivan in serie D, con un certo Luca Verati che ancora deve perdere un set e del quale speriamo di poter parlare molto spesso nei tempi a venire. Ecco, anche lui si starà ormai toccando la giovane “argenteria”, imparano presto questi bambini…
Onesta e spavalda pure la partenza dell’altra serie D, quella di Tioli e del mitico ‘Tacchi. Sarebbe bello vedere di fronte, ai play off, le due formazioni, con …due generazioni di differenza.
Per concludere la lista dei complimenti, riteniamo doveroso non tralasciare altri ex di lusso: il Ragnaccio, che ha da poco festeggiato il proprio ingresso nell’Olimpo dei I categoria e il grande Steve-Robby Vai, imbattuto ed imbattibile, il quale, essendo più scaramantico di una comare napoletana, dopo questo anatema, starà due giorni coi maroni strizzati.
Ma non penserete che tutta la rubrica si esaurisca in un continuo “leccaculaggio” dei forti! Veniamo dunque agli “sputi”, come preannunciato.
Sulla B1, però, non ci sentiamo onestamente di poter infierire, in fondo si tratta solo di giovani vittime sacrificali, mandate al macello forse con un po’ troppa fretta. A questo punto, visti gli avversari, o qualcuno dei tre tenerelli esplode tecnicamente realizzando una specie di miracolo, oppure l’esplosione sarà solo di gravi esaurimenti nervosi, per i quali occorreranno cerotti, bende e antidepressivi o, meglio, un viaggio in Sudamerica dal Pirata.
Mostra già un piede nella fossa anche la C1, in un girone molto divertente (per gli altri) ed equilibrato. Sinora, non è bastato neppure un Patera al suo massimo storico: la vecchia e storta guardia appare in deciso affanno e sembra far fatica a risalire la china. In certi casi, più che di un miracolo, ci sarebbe bisogno di una specie di Viagra pongistico.
Idem come sopra anche per la C2, cui nessuno voleva partecipare perché giudicata di livello troppo scadente! Nella fattispecie, oltre alla pasticcona blu di cui al precedente paragrafo, aggiungeremmo anche abbondanti supposte purgative.
Per fortuna, comunque, la stagione è ancora lunga e le farmacie ben rifornite…

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E QUI COMANDO IO! - 17/11/2009

“E qui comando io e questa è casa mia”, cantava l’indimenticabile Gigliola Cinquetti agli inizi degli anni ’70. Evidentemente, il pongista oggetto quest’oggi dei nostri strali ricorda benissimo tale successo discografico, essendo, guarda caso, un veterano, nonché noto puntinaro. Sì, perché l’oggetto del contendere, dopo qualche pausa, sono nuovamente le gommacce, anzi, per meglio dire, le “gommucce” o le “gommine”, dato che le long pimple più impestate e bastarde sono state bandite definitivamente proprio dalla stagione in corso e gli effetti di tale rivoluzione regolamentare non hanno tardato a farsi sentire. Da un lato, gli attaccanti più sprovveduti e allergici ai puntini hanno stappato lo champagne. Dall’altro, numerosi “paletta” son caduti in depressione e, tra una seduta di psicanalisi e l’altra, hanno provato a mettere su antitop, puntini corti e quel poco di buono che offre il mercato. Ma non sono mancati gli irriducibili, che, come al solito, se ne son fregati delle regole e hanno continuato a fare i furbi.
Lamentano gli amici difensori, non a torto, che, mentre per l’abolizione della colla fresca vi sono stati due anni di preavviso, ce n’è stato solo uno per le sbirule più gettonate, in un’ottica di giro di vite alquanto persecutorio riguardo a tali materiali, benché omologati e ortodossi, s’intende. Ancora, per le gomme lisce si sono registrate prontamente risposte tecniche e di mercato adeguate e gli attaccanti si sono subito abituati alle nuove pre-tensionate, con pochi traumi e ampia soddisfazione.
Tutto questo, comunque, non giustifica il comportamento di cui stiamo per andare a rendere conto. Ometteremo i dettagli anagrafici non per codardia, ma solo perché l’episodio non ci è capitato direttamente e ci è stato riferito, ancorché da giocatori seri e affidabili. Contrariamente, non avremmo esitato a citare nome, cognome e numero di matricola del birichino di turno.
Come noto, i gaglioffi che usano gommacce modificate proliferano soprattutto nei campionati a squadre ove purtroppo manca l’arbitro. Esistono poi autentiche scuole filosofiche di pensiero, tra cui quella del nord-est è ben famosa, secondo cui l’anarchia tecnica è una sorta di stile di vita, con tanto di auto-giustificazione morale, per cui è giusto che ciascuno utilizzi il rivestimento che crede e ogni limite normativo viene visto come una specie di violazione della libertà personale. Nel caso in esame, tuttavia, ci pare si sia veramente esagerato.
Campionato di C1, i giocatori in trasferta fanno osservare all’avversario puntinaro, prima dell’inizio del match, che non può impiegare la famosa TT Master Insider (oltretutto arritrattata) in quanto bandita dal 1° luglio 2009. Ebbene, sapete cos’ha risposto, in malo modo, il galantuomo in oggetto? “A casa mia, faccio quello che mi pare!” Parafrasando, per l’appunto, la hit di Gigliola Cinquetti citata in premessa. A nulla son valse le rimostranze della squadra ospite, egli è sceso in campo e ha giocato come se niente fosse, ‘fanculo tutti!
Un applauso a costui per la sfrontatezza, dinanzi alla quale, le soluzioni possono essere due: strappargli la gommaccia scorretta e rischiare la rissa; oppure mettere il tutto a referto, per quello che conta, affinché, se non altro, si sappia pubblicamente con chi abbiamo a che fare.

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IL RITORNO DEL DOTTORE A MODENA - 2/12/2009

Bello come Apollo, il Dottor La Rocca si è riaffacciato al Palatennistavolo di Via del Lancillotto, per la prima volta dopo il doloroso distacco. Si è registrata ovviamente grande commozione, fanfare e occhi lucidi, ma, dopo appena cinque minuti, Giorgione, con la sua nuova divisa, era già tutto preso a smerdeggiare col puntinaccio e ad insidiare gli avversari coi suoi servizi “a martello”.
E quest’ultima è già una novità, infatti, l’unico problema della sua nuova linea da fotomodello è che non può più cimentarsi nell’arte che l’ha reso famoso lungo tutto lo stivale, vale a dire la battuta “coperta con la panza”. La gravità della perdita era già stata sottolineata in tempi non sospetti, infatti, la levatura (il peso avremmo detto in altre stagioni) dell’Uomo è testimoniata dall’entusiasmo che è riuscito a creare nell’ambiente pratese. Basti dire che la sua squadra di serie B è stata seguita nel big match alla Villa, valevole per il tetto della classifica, da uno stuolo di accaniti supporters.
In campo, poi, il Nostro non ha tradito un filo di emozione e da subito ha iniziato a lottare, al solito, come un leone, con tale e tanta grinta da beccarsi perfino un’ammonizione. Del resto, di fronte non c’erano tre spalettatori comuni, c’era il Bisi-Team al gran completo, magari con qualche acciacco in più e qualche ora di allenamento in meno, ma pur sempre un gruppo che ha scritto un pezzo di storia del tennistavolo. Purtroppo però gli anni passano anche per i campioni, così il giovane e bravo Cini ha avuto l’ardore di confezionare il suo capolavoro, portando a casa ben tre punti. E il Dottore, naturalmente, non ha mancato di firmare la vittoria, nello scontro col compagno di tante avventure Sandrino.
E, dopo la battaglia, a testimoniare la sana cordialità della sfida, non è mancato il “terzo tempo”, termine mutuato dal Presidente della società pratese, persona oltremodo gradevole perché di fede viola: vale a dire, tutti insieme a cena!
Anche in quel contesto, il Dottore ha dato il meglio di sé, gozzovigliando quasi come ai vecchi tempi e tralasciando per un attimo le ferree diete del nuovo corso toscano. Poi ha anche proposto di concludere la serata al night….ma ovviamente si trattava di uno scherzo, dato che il Sant’Uomo ha dichiarato d’aver raggiunto la pace dei sensi. Ripetiamo, grave perdita per noi ed un eccellente acquisto per gli amici d’oltre Appennino, dove, ci risulta, Giorgione si sta impegnando non solo come atleta ma anche nell’ambito societario, mentre a Modena, in dieci anni, lo si è visto raramente spostare una transenna…Che svolta, ha proprio cambiato vita!!
Riguardo alle altre formazioni rossonere, continuano a viaggiare a pieni giri sia i più forti, sia i più piccoli, vale a dire la serie A e la serie D dei Gremlins, trascinate rispettivamente dagli incontenibili Cheng Siyuan e Luca Verati. Chissà che anche loro, negli anni a venire, non si ritrovino di fronte un certo Dr. La Rocca…

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IL BUONO, IL BRUTTO E IL CATTIVO - 23/12/2009

Tranquilla bella gente, non ci siamo messi a fare anche critica cinematografica. Tuttavia, il titolo della famosa pellicola del ’66 (grande, anzi, grandissima annata il 66...) fa al caso nostro per stilare una sorta di pagellone di Guerzoniana memoria al giro di boa natalizio.
Riguardo ai “buoni”, per fortuna, aggiungiamo, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Potremmo citare, ad esempio, Paolino Bisi, che ha avuto recentemente l’onore di entrare nell’Olimpo dei prima categoria e neppure tanto di striscio, visto che figura come n. 7 del ranking, forte di nove vittorie personali su dieci in campionato. Ma in questo modo si farebbe torto al nostro nuovo straniero, Cheng Syuan, che con le sue dieci vittorie su undici può definirsi indubbiamente “molto buono”, soprattutto per la serietà e l’impegno sempre profusi. Non a caso, la squadra di A è campione d’inverno.
Meritevole nuovamente di citazione, tuttavia, anche un personaggio non così famoso, ma che speriamo di vedere protagonista ad alto livello magari tra qualche anno, sempre se, data la nostra veneranda età e gli acciacchi, saremo ancora abili: si tratta di Luca Verati, classe ’96, che forse il film di Sergio Leone neppure sa che esiste, ma che è tuttora imbattuto in D2 e sta trascinando la sua squadretta di nanerottoli verso i play off promozione.
Anche per quanto concerne i “brutti” se ne troverebbero a carrettate in questo avvio di stagione, ma, nella circostanza, abbiamo pensato di pescare il più racchio di tutti, vale a dire Ghitalla! Stiano tranquille le sue numerose fans sparse in tutta la penisola, non stiamo ovviamente parlando di avvenenza fisica, che è più che mai intatta, grazie anche alle numerose cremine e spray che è solito propinarsi, a fine allenamento, il nostro fotomodello. Il fatto è che, in campo, Marco è stato troppo brutto per essere vero! Un autentico meteorite, precipitato in pochi mesi dai seconda categoria ai profondi terza. Siamo però certi che si riprenderà durante il girone di ritorno, perchè le sconfitte, oltre a fare incazzare, è scientificamente provato, causano rughe...
Circa la palma del “cattivo”, assolutamente, non ci sono dubbi e, senza rivali, se l’aggiudica lo “storto”, che, finalmente, con la senilità, ha trovato la sua vocazione, complice pure la sclerosi galoppante. Resta solo da definire se la specialità del “lancio della racchetta” ascenderà mai a sport olimpico. Beninteso, non ci sono stati feriti, in questi tempi cupi di lanci galeotti, è bene specificarlo. Voglia perdonarlo per lo show il numeroso pubblico pagante e gli avversari di turno, con un paio di settimane in una beauty-farm svedese, scortato dalla neuro, dovrebbe rimettersi. Speriamo piuttosto che, nel frattempo, Babbo Natale gli porti una telaio nuovo.... Buone feste a tutti!

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LA SFIGA - 02/02/2010

…Con la “s” davanti, purtroppo, con la “s” davanti… Ovvero, come rovinare una stagione che stava procedendo in modo quasi perfetto. Alludiamo, ovviamente, al grave infortunio che ha coinvolto il nostro Paolino Bisi, guastando gli auguri di inizio 2010 un po’a tutti i villadoriani.
E pensare che il vecchio anno si era concluso benone, con la squadra di serie A saldamente al comando della classifica, a cullare legittimi sogni di promozione. Ciò garantiva inoltre una certa soddisfazione anche agli altri giocatori, ancorché più scarsi e alle prese con gli alti e bassi dei rispettivi campionati. Non solo, il buon Babbo Natale Battani, dopo esser stato lungamente sollecitato anche da codesta redazione, si era finalmente deciso ad assoldare una bella fanciulla per rallegrare la vista dei frequentatori, tutti maschietti, della palestra. Un’ allenatrice e sparring destinata ai bambini, ma assai gradita anche ai papà, dotata di un notevole coefficiente tasso tecnico+tasso estetico. Benvenuta Cristina.
Insomma, il quadretto della famigliola sportiva felice era praticamente confezionato. Ma, come noto, la sfiga ci vede benissimo e, proprio a inizio anno, è andata a martoriare il nostro pongista più rappresentativo. Diciamo subito che il nosocomio Villadoro è da sempre avvezzo a ricorrenti infortuni, strappi, strappetti, ernie, prostatiti, emorroidi e piccole fratture, patologie che interessano tipicamente la “carne vecchia”, per cui, tutto sommato, nulla di cui stupirsi, data l’età media. Stavolta però il dardo maledetto è andato a cogliere il nostro più forte giovincello, in forma smagliante, al suo massimo storico e autentico protagonista in A2. Del resto Paolino, oltre al ping pong e al Milan, nutre molti interessi ed è un ragazzo dinamico, niente di strano, quindi, che avesse deciso, col gelo che c’era, di andare in montagna a fare la classica pattinata festaiola sul ghiaccio… Certo che si tratta di attività statisticamente più pericolosa di una partita a briscola o con la Playstation, però, se è vero che capita spesso di cadere, avrebbe potuto sbucciarsi un gomito o prendere una storta, non rompersi una gamba in modo tanto violento, obbligandolo oltretutto a subire un delicato intervento chirurgico. Ma lui è un atleta, è giovane e dotato di forza di volontà, si riprenderà senz’altro. Pazienza se la stagione è andata, l’importante è che torni a correre e a stoppazzare al più presto.
Pochi giorni dopo, un altro campioncino in erba, anche lui nel proprio momento di massimo splendore, veniva suo malgrado coinvolto in una spiacevole disavventura. Si tratta di Marco Rech, scherzi del destino, compagno-avversario di tantissime sfide col nostro Paolino e vittima di un brutto incidente stradale. Anche a lui, naturalmente, i più affettuosi auguri di pronta guarigione, non vediamo l’ora di rivederli di fronte a contendersi qualche medaglia.
Nel frattempo, per tappare il buco lasciato dal Bisino, Dj Ivan ha dovuto tornare ad indossare la casacca sociale, che deve essergli parsa una poco ristretta, data la panzotta accumulata anche a causa della lunga inattività. Ci penseranno i tosti avversari a garantirgli una gratuita cura dimagrante, mentre Cheng e il Sinigo non potranno più sbagliare un colpo. Sarà molto dura.
Per il resto, il giro di boa in campionato non ha fatto registrare grosse novità: la B1 è in alto mare; la B2 prosegue tenace l’inseguimento del LaRocca Team; le serie C continuano ad annaspare, ma occorre sottolineare i primi graditi punti stagionali del Piccio; i Gremlins, infine, hanno già virtualmente vinto il proprio girone in serie D.
Concludendo, per il 2010, quanto a sfiga abbiamo dato, speriamo dunque in abbondante…. senza la “s” insomma…

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DIRITTO & ROVESCIO - 17/03/2010

Tranquilli, non abbiamo alcuna intenzione o pretesa di metterci a fornire lezioni di tecnica, ci mancherebbe altro, date le nostre limitate capacità sportivo-motorie… Al contrario, il diritto di cui ci accingiamo a trattare oggi non è quello che i baldi giovanotti sparano addosso a noi poveri matusa dopo l’ennesimo beccone post servizio, bensì l’insieme di norme che regolano anche l’attività pongistica.
Che palle, potrebbe osservare qualcuno, mica però possiamo sempre parlare di amenità, questa è una rubrica seria…
L’antefatto è costituito da un’anonima gara di C1 girone D svoltasi nelle gelide lande alto-atesine. Vincono i padroni di casa, ma la squadra ospite non sottoscrive il referto per presunte irregolarità nella direzione, data l’assenza dell’arbitro come di consueto, e propone regolare ricorso. Non entriamo ovviamente nel merito delle discussioni sorte in campo tra le due contendenti, ciò che conta è che il Giudice Unico ha accolto la contestazione, ordinando la ripetizione della partita e creando un pericolosissimo precedente giurisprudenziale, la cui portata appare talmente ampia che, prontamente, la Federazione, tramite il sito ufficiale, si è vista obbligata a prendere posizione sul famigerato art. 18 del Regolamento dell’attività a squadre, parte generale.
Riportiamo il testo incriminato :” ..in occasione degli incontri di campionato dove l’Ufficiale di gara non viene designato (C1M) o risulta assente (tutti gli altri campionati M/F), la squadra ospitante dovrà, in accordo con la squadra ospitata, designare un tesserato che svolgerà le funzioni di Giudice Arbitro dell’incontro e in ottemperanza alla vigente normativa in materia, dovrà dirigere personalmente, al tavolo, tutte le partite. Tale indicazione non riguarda gli incontri che si svolgono su due tavoli.”
Per farla breve, alla luce della brillante pronunzia giurisprudenziale e della conseguente interpretazione autentica federale, d’ora in avanti, pare, sottolineiamo pare, che, in tutte le gare prive di arbitro ufficiale, la squadra di casa dovrà tenere a disposizione un tesserato in grado di svolgere ogni funzione tipicamente arbitrale, pena finanche la sconfitta a tavolino (art. 18 comma 7)!
A questo punto, visto il “diritto”, secondo i principi del foro federali, veniamo ad analizzare il “rovescio”…della medaglia… Anzitutto, ogni squadra ospitante dovrà riservarsi un ulteriore tesserato non giocatore, disponibile a rompersi i maroni per l’intero incontro “girando i punti”, come si dice in gergo, attività che da tempo immemorabile veniva svolta a turno dagli stessi atleti impegnati nel match dalla C1 in giù. Ma, a parte smanopolare col segna-punti, costui potrà inoltre assumere ogni rilevante decisione disciplinare e direttiva. Praticamente un pazientissimo santo, se tutto fila liscio, oppure un martire se la gara diventa tesa.
Non mancano, tuttavia, i coni d’ombra. Anzitutto, non appare chiarissima la portata del comunicato stampa apparso sul sito Fitet: si dice infatti che la squadra ospitante “dovrà”, che il tesserato designato “dovrà” ecc., citando quindi doveri veri e propri. Il testo poi conclude però parlando non di regola, di norma o di dovere, bensì di “indicazione”. In lingua italiana, come nel lessico giuridico, “l’indicazione” è un suggerimento, una possibilità, non munita di effetto coercitivo. Va bene, riconosciamo che, sul punto, stiamo facendo le seghe agli spilli, tuttavia, l’interpretazione di cui stiamo discutendo appare ultronea anche rispetto all’art. 18 vero e proprio.
Primo problema: che succede se la squadra ospitante e quella ospitata non si trovano d’accordo sulla persona designata? Nel 99% dei casi non mancherà il gentleman agreement, per fortuna, ma la verità è che il comma 7 dell’art. 18 sembra prevedere “l’accordo tra i capitani” solo in caso di assenza del Giudice Arbitro designato e non anche nel caso, dalla serie C2 alla Z, di Ufficiale di gara totalmente assente.
Inoltre, il comunicato Fitet sancisce che il pover’uomo, una volta designato, debba, tra l’altro, “dirigere personalmente, al tavolo, tutte le partite”. Ciò appare però in contrasto con quanto statuito dal comma 9 del maledetto art. 18, dove si dice che “il Giudice Arbitro può svolgere anche le funzioni di arbitro al tavolo”. Se il “designato”, “l’eletto”, “il negletto”, “il cornuto”, chiamatelo come vi pare, assume le funzioni del Giudice Arbitro, cioè in quella gara fa il Giudice Arbitro, dovrebbe anche valere la regola che “può” e non che “deve” adempiere al compito, da tutti esecrato, di girare altresì i punti.
Figuriamoci la goduria per le società che ospitano in contemporanea, magari, quattro o cinque incontri, nelle serie minori. Occorrerà un tesserato da sacrificare per ogni gara al fine di scongiurare ricorsi postumi, ricorsi evidentemente vittoriosi alla luce della pronuncia in discussione. Non resterà che assoldare nonni, zie e amanti per ottemperare al gravoso compito!
A livello regionale non ci risultano ancora prese di posizione da parte degli organi preposti, nel frattempo, speriamo che dai palazzi capitolini del potere vogliano degnarci di una interpretazione dell’interpretazione, che, così come posta nell’immediato, appare rivoluzionaria quanto allarmante.

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I CONTI NON TORNANO - 13/04/2010

Per quanto riguarda l’attività a squadre, sebbene manchino ancora due giornate al termine di alcuni campionati, è già il momento di tirare le somme, ma i risultati, in generale, non possono dirsi esaltanti e si preannuncia un epilogo a “zero tituli”, con due retrocessioni certe.
Complice, l’abbiamo già ribadito, anche una sfiga bella grossa, che ci ha privato di Paolino per tutto il girone di ritorno della serie A2, quando la promozione o quanto meno i play off parevano a portata di mano. Ci rallegra solo che il Bisino abbia già recuperato, ma è potuto tornare in campo solo all’ultima giornata, per raccogliere un terzo posto dal sapore beffardo.
Preannunciata la debacle della B1, ma, anche in questo caso, col rammarico di aver iniziato a giocarsela solo durante il girone di ritorno, quando cioè il danno era oramai compiuto. Segnali interessanti, in compenso, ed era ora, da parte di Dall’Olio, ma anche per lui solo nella parte finale della stagione.
Anche in B2 ci si dovrà accontentare di un secondo posto pleonastico, alle spalle del LaRocca Team, ancora imbattuto. Hanno pesato, in questo caso, i continui acciacchi che hanno martoriato gli anziani della famiglia Bisi. Della serie: la classe non passa, ma gli anni sì…
Addirittura disastroso, il finale della C1, dove la strepitosa stagione di Patera non è stata sufficiente a compensare le miserrime prestazioni delle cariatidi del gruppo, che hanno causato una retrocessione ampiamente meritata.
Tale tonfo, inoltre, obbligherà, con ogni probabilità, la C2, terzultima nel proprio girone, agli spareggi salvezza, anche in questo caso dopo una stagione al di sotto delle aspettative.
Appendice di campionato in vista anche per i Gremlins della D2, unica formazione Villadoriana ancora in corsa per una promozione. Ma, come già sottolineato in precedenza, si tratterebbe di un’autentica impresa, dato che, a causa di una follia regolamentare, potrà accedere alla serie superiore solo una squadra tra le sei vincenti dei rispettivi gironi.
Dignitoso e tranquillo, infine, il comportamento della D2 degli “esperti”, capitanata da Ivan Tioli.
A proposito di bizzarrie regolamentari, corre l’obbligo di segnalare lo sviluppo della vicenda arbitraggi, di cui si è ampiamente trattato nella precedente rubrica. La squadra penalizzata, difatti, ha impugnato la decisione di primo grado e l’appello è stato accolto dal Caf, confermando dunque i notevoli dubbi da noi espressi circa il precedente orientamento. Strano tuttavia che, subito dopo la prima pronunzia, sul sito Fitet sia apparso il famoso “comunicato stampa” prodigo di istruzioni per l’uso, mentre si sia assolutamente taciuto dopo l’esito del secondo grado. Forse perché l’interpretazione federale, fondata su un regolamento contorto, è stata in questo modo clamorosamente smentita? L’incertezza appare adesso ancora più profonda e non vediamo l’ora di leggere nuovi interventi, meglio se normativi e non giornalistici.
Infine, uno scoop per gli amici “puntinari”: pare che a livello di federazione internazionale si stia tornando a discutere se reintrodurre o meno le gommacce “trattate”. Insomma, ai “marcioni” più frustrati che stavano meditando di inchiodare la paletta al muro, conviene aspettare ancora qualche luna.

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Ultimo aggiornamento:
15/06/2010


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