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STAGE DI TENNISTAVOLO POREC
6° EDIZIONE


TORNEO NAZIONALE ASSOLUTO E UNDER 21, NOVARA 10-11 MAGGIO 2008


PER UN PUGNO DI DOLLARI - 07/05/2008

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L'ANGOLO DELLO STORTO: commenti pongistici di un toscano polemico

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ARCHIVIO 2007

Articolo
Data
26/09/2007
15/10/2007
13/11/2007
18/12/2007
27/12/2007
22/01/2008
11/02/2008
04/03/2008
31/03/2008

VERSO UN V-DAY PONGISTICO? - 26/09/2007

Alla ripresa delle attività ufficiali, è stato un autentico piacere (si fa per dire) cimentarsi con le novità regolamentari che, immancabilmente, vengono partorite dai fulgidi palazzi del potere insieme a calendari di impegni sempre più concitati e stressanti. Così, per iniziare, abbiamo scoperto che sono stati completamente riscritti i criteri di partecipazione, mediante qualificazione, ai tornei di serie superiore. Supponiamo, per esempio, che un giocatore di terza categoria, magari vincitore del primo torneo di settembre, avesse voglia di partecipare alla successiva gara seconda: impossibile, a meno che non fosse nei primi 132 del ranking, conditio sine qua non, per questa stagione. Il che significherà precludere a molti onesti atleti di terza categoria, magari emergenti, di accedere alle gare più prestigiose, così com’era invece sempre stato. Perché? Attendiamo lumi.
Diverso il discorso per giocatori di quarta categoria, per i quali la qualificazione sembra ancora operativa. Ma, sempre per esempio, non al torneo di Terni in programma a novembre: da svariato tempo, in tale sede, si era giocata la gara quarta il sabato, poi, i migliori erano ammessi alla manifestazione terza domenicale, niente di più logico, trovandosi già nella ridente località umbra. Non questa volta! Ammessi solo i quarta cat. entro la posizione 452!
Passiamo ai giovanili: ciascun pulzello, per questa stagione, potrà partecipare solo alle gare previste per la propria divisione e non anche a quelle di età immediatamente superiore, come si usava da tempo. Non solo: abolite in taluni casi le eliminazioni dirette, per lasciare il posto ai preliminare al sabato e ad ulteriori gironi la domenica, con una sorta di top 12 e relative finali anche per giocarsi l’undicesima piazza! Figuriamoci che a molti già sta sui maroni giocare per il terzo e quarto posto…Dopo circa 15 anni, se ne sentiva proprio la necessità? Ancora, Under 21 coincidente con le gare di seconda categoria, un esperimento tutto da scoprire.
A proposito di seconda categoria, pare davvero, a giudicare dai primi tornei stagionali, che la Villa viaggi oramai a trazione anteriore, visto che i migliori risultati settembrini nelle prove individuali li hanno centrati proprio i più belli del reame. Infatti, dopo le deludenti prove nei IV (escluso Carlone Presta che ha dominato il primo torneo regionale) e III cat, a Coccaglio ritroviamo Markino sul podio ed il Ragnaccio qualificato a sua volta per l’assoluto, quasi a voler significare che in serie A, con l’aggiunta di un Paolino motivatissimo e reduce dai molteplici impegni internazionali, daranno del filo da torcere ai vari stranieri e vecchi marpioni. Sfiorato il colpaccio anche dal duetto DrLaroche-Vai, compagni di merende in B1, che per un pelo non hanno beffato la coppia di lusso Ricci-Di Fiore, quest’ultimo, autentico mattatore del torneo.
Ma altre stranezze riguardano proprio i regolamenti dei campionati a squadre. Inizialmente, in A1, pareva non vi fossero limitazioni nell’utilizzo degli atleti, poi, evidentemente, qualcuno si è accorto della svista ed è arrivata la correzione, a giochi già fatti ed iscrizioni avvenute! Un malcostume, quello di variare le regole in corsa, che avevamo già denunciato con riferimento alla famosa vicenda della cessione titoli. E che dire dell’impossibilità di avere due squadre in A2? Problema non del tutto teorico, che ci riguarda assai da vicino, dato che quest’anno schiereremo una B1 alquanto ambiziosa e l’A2 dei ragazzini con obbiettivo salvezza-tranquilla. In caso di promozione della B1, data l’intrasferibilità del titolo, non resterebbe che rinunciare, col rischio, in tal caso, di finire addirittura in B2, ove tutti i posti in B1 fossero, nel frattempo, già assegnati: ovvero, come trasformare, paradossalmente, in tale caso limite, una promozione in retrocessione!
Ma, ciò che più preoccupa è una rivoluzione “futuribile”, vale a dire, come abbiamo già avuto modo di sottolineare, la ventilata introduzione della formula “sveltina”, ovvero la “Mini Swaythling”, nelle gare a squadre, al posto del collaudato ed ormai ventennale sistema con traguardo ai cinque.
Viene spontaneo domandarsi il perché di questo iperattivismo normativo, quasi sadico, raramente motivato in termini ufficiali dai fautori, che ha l’aria di essere alquanto pernicioso per il nostro sport.
Va bene svuotarci le casse, ma almeno state boni e non fate danni! Di questo passo, il V-Day pongistico, che molti sognano, appare addirittura ineluttabile. Ci permettiamo, a tal proposito, di suggerire il presentatore adatto per l’evento: il mitico Pirata, appena rientrato dall’altro capo del mondo, che non vede l’ora di salire sul palco per cavalcare la legittima protesta.

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TRAZIONE ANTERIORE - 15/10/2007

I primi scampoli di campionato sembrano già suggerire il cammino delle squadre impegnate nelle varie serie, anche se, naturalmente, il tempo delle sentenze è ancora lontanissimo. Tuttavia, appare, sin da ora, confermata l’impressione ispirata dai primi tornei stagionali: la Villa viaggia oramai a trazione anteriore, ovvero, i risultati migliori arrivano dai piani alti, mentre al livello degli scantinati si arranca un bel po’, nel faticoso intento di risalire la china o, peggio, per non essere risucchiati dalle fogne.
Dai ragazzini della serie A, per esempio, continuano a pervenire segnali incoraggianti, sia nelle prove individuali che corali. L’obbiettivo rimane quello di una stagione tranquilla, possibilmente togliendosi parecchie soddisfazioni, poi si vedrà.
La B1 “dei paradossi”, nelle prime due gare di campionato, ha perso un solo set. Addirittura, le avversarie di turno hanno rinunciato a schierarvi contro il proprio numero uno: “tanto il risultato non sarebbe cambiato di molto”; oppure: “tanto basta arrivare secondi o terzi in questo girone”, visto che, anche in caso di primissimo posto, DrLaRoche & company non potrebbero promuovere, per la presenza di un’altra nostra formazione in A2, bizzarria regolamentare sulla quale ci siamo già soffermati in precedenza.
Antitetica la situazione della B2, che, considerate le avversarie, sulla carta, rischia di sfondare il pavimento, stabilendo nuovi record di profondità. Da questo punto di vista, certamente, gli acciacchi dell’insostituibile n. 1, Guidone Bisi, proprio non ci volevano.
Partenza falsa anche per la C1, che, dopo due giornate, pare aver già dovuto ridimensionare le proprie ambizioni. Nonostante il buon momento di Liambetto, infatti, i vetusti del gruppo stentano un poco, anche se non mancherà il tempo di rifarsi.
Rimangono invece inalterati i sogni di gloria della C2, dato che Albertone e soci, dopo aver zoppicato alla prima di campionato, si sono prontamente riscattati e non nascondono di continuare a puntare in alto.
Luci ed ombre, infine, per le formazioni di serie D, dove si annidano vecchi mestieranti e pupotti tutti da scoprire.
L’unica certezza, è stato l’addio definitivo alle mitiche ed ultradecennali “giubbe rosse”, sostituite da un completino bello e firmato, ma un poco dark, in verità. E, sebbene un antico adagio reciti “a caval donato non si guarda in bocca”, il nuovo materiale, come al solito, non è rimasto esente da critiche e se ne sono sentite davvero di tutti i colori: le borse sono scomode, delicate e puzzano di benzina; i calzoncini non dispongono di tasche dove infilare palline ed amuleti, inoltre, non hanno la mutanda interna e a qualche superdotato ballonzola “il pacco”; le magliette sono risultate una taglia in meno rispetto alle prove e molti non intendono mettersi a dieta; le tute danno prurito o, addirittura, pungono! Ma, soprattutto: “non è che questo nero porti sfiga”? Sussurrano quelli della B2 per mettere le mani avanti….

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ITALIA-CINA E LA SVELTINA - 13/11/2007

Illustri economisti sostengono che, nel mondo, i ricchi diventano sempre più benestanti, mentre i poveri tendono a perdere inesorabilmente terreno. Ebbene, tale drammatica dicotomia appare confermata pure nell’universo villadoriano, secondo la teoria della “trazione anteriore” esposta in occasione della precedente rubrica. In pratica, quelli buoni, ad alto livello, continuano a macinare ottimi risultati, mentre quelli scarsi, al piano terra, affondano nel letame.
La serie A, per esempio, prosegue la propria marcia, nonostante la giovine età dei componenti. E, che di bambini trattasi, lo dimostra chiaramente la “sindrome del dentista”, che, come tutti sanno, assale ogni giovincello di fronte ad un camice bianco. Ne sa qualcosa Sinigaglia (peraltro nostro n. 1 con le attuali classifiche), il quale, nella stessa giornata, ha sì preso lo scalpo ad un campione come Adeyemo Fatai, ma si è anche fatto trapanare dal simpatico ed ostico odontoiatria senese, il quale, non a caso, ha cercato di seviziare anche gli altri due fanciulli.
Impavida, imbattibile, e non solo a tavola, la B1, mentre, riguardo alla B2, caliamo un pietosissimo velo e officiamo messe funebri con dovizia di ceri.
Immeritata e casuale, a nostro avviso, la posizione, nelle zone paludose, della C1: scherzi del calendario che l’ha messa subito di fronte alle formazioni più forti del girone.
Arranca ancora la C2 e, in attesa che giunga lo “straniero” a salvarla, cogliamo l’occasione per riproporre un tormentone che ci sta assai a cuore: a chi piace la sveltina (leggasi: formula Mini Swaythling)?
Affinché non si pensi che si tratti delle fisime di noi poveri, vecchi, storti malati, abbiamo chiesto, sull’argomento, il parere ai ragazzini, verecondi e spontanei, diretti protagonisti di questo esperimento, regionale ma in odore di estensione a livello nazionale.
Responso unanime: la sveltina “la fa caghèr”, detto in dialetto per apparire poetici. E voi, politicanti degli attici, avreste il malanimo di non ascoltare la voce di questi e tanti altri figli?
Nel frattempo, per distrarre il popolino dalle mediocrità quotidiane, come ai tempi dei cesari romani, è stato concesso di assistere all’avvenimento pongistico dell’anno, vale a dire Italia-Cina. E’ risultato, almeno così pare, come andare al cinema gratuitamente, dato che l’evento, grazie ai numerosi mecenati, non dovrebbe essere costato alcunché alle disastrate casse federali. Vedremo.
Indescrivibile l’enfasi, la pompa magna, con la quale tale appuntamento è stato annunciato dagli organi ufficiali: “immenso eco sulla carta stampata” (per lo più a pagamento); “ampia diretta televisiva” (nel consueto spazio di norma dedicato alle gare di serie A, per inciso, spazio comprato coi soldini federali); “la Nazionale ospite alla Rai” (giusto una comparsa, ma gli azzurri e il Nanno hanno potuto beneficiare dell’allettante presenza di mega gnocche tutto attorno).
Cinema, abbiamo detto, dove la pellicola proponeva una sorta di film dell’orrore, perché, al di là delle motivazioni dell’incontro, più economico-politiche che sportive, si è visto scorrere un bel po’ di sangue, rigorosamente italiano o italico taroccato, date le legnate, ampiamente scontate, che hanno rimediato i nostri atleti, con occhi a mandorla e non (l’Italia femminile è infatti una specie di nazionale cinese 3).
Ma, a parte tale mattanza, a proposito di sveltine, rapida e indolore, si è trattato certamente di un artefatto mediatico, col quale la Suprema Dirigenza non ha perso l’occasione per cercare di recuperare parte dei consensi smarriti presso la plebaglia.
“O sommo Cesare”, concludiamo con un’invocazione in rima:”dopo l’infausta Italia-Cina, ci faccia un altro regalo: abolisca la sveltina!”

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“A VOLTE RITORNANO” - 18/12/2007

Poichè avevamo già utilizzato, un paio di stagioni orsono, la parabola del “figliol prodigo” per festeggiare il ritorno di Sinigaglia, la citazione è caduta, stavolta, sulla pellicola cult degli anni ’90, trasposizione cinematografica di un racconto di Stephen King, per evidenziare, fortunatamente, il recupero di un’altra pecorella smarrita.
Nella fattispecie, è stato il turno di Marco Ghitalla, il quale si è ripresentato all’uscio dell’ovile dopo tre anni di latitanza, con la consueta mutanda griffata e lo stesso stile spalettatorio di molte lune prima. Anche in questo caso, l’accoglienza è stata calorosa, soprattutto per la simpatia del personaggio, il quale, dopo pochi mesi di allenamento, neanche tanto intensivo, sembra aver già recuperato l’antico splendore, grazie, in particolare, ad un gioco assai speculativo. Tant’è che il Ghitals, come lo chiamava il Nanno, è stato il migliore dei nostri al recente torneo regionale terza categoria, quando si dice la classe…
Cionondimeno, un po’ di purgatorio è parso opportuno, così il bel ragazzone è stato spedito a giocare nella squadra di C2, serie resa ancora più indigesta dalla nuova formula di svolgimento, riguardo alla quale abbiamo lanciato più di un’invettiva.
Avrebbe meritato, come minimo, una sana B2, giusto per ricominciare da dove si era fermato, ma è parso scortese fargli fare il primo viaggio, dopo tutto questo tempo, su una bagnarola già mezza affondata. Meglio, allora, una bella “Mini Swaythling” da protagonista, poi si vedrà. Anche perché i soliti maligni sussurrano che il fighetto si sia materializzato non appena saputo dell’arrivo delle nuove divise firmate, che, a inizio stagione, hanno sostituito le storiche e tanto avversate “giubbe rosse”…
Al regionale di Modena terza cat. si è poi imposto il nostro amico Bicocchi, detto “Bobolino”, che avuto così modo di dimenticare, per un attimo, le disavventure del proprio club.
Tra le fanciulle, il Presidente Marani non ha mancato di far intervenire le sue belle atlete e proprio la “straniera” di lusso del Carpi, la Pastore, si è presentata, tutta sorridente, sul gradino più alto.
Nella gara seconda maschile, invece, tanto per rimanere in tema di bambini firmati dalla testa ai piedi, ha vinto proprio Marchetto Sinigaglia, ma sul podio si è rivista pure quella vecchia lenza del Dr. LaRoche, giunto terzo.
A proposito di marpionazzi, i Bisi sono andati a far man bassa al nazionale veterani: primo Giovanni nel singolo su Sandrino e, naturalmente, medaglione d’oro nel doppio. Tuttavia, considerati i premi che si sono visti a Modena, forse i “Bisitors” avrebbero fatto meglio a restar da queste parti, anche perché, si sa, il nostro amato Presidente Regionale ci coccola e ci vizia sin troppo. O, forse, vuol vederci tutti “ciccia e brufoli”, considerata la messe di panettoni, torrone, cioccolatini e altri cotillon mangerecci.
A Terni, infine, è andato di scena il primo torneo unificato giovanile nazionale e c’era molta curiosità per studiare l’impatto dell’inedita formula Top 12 e Top 8. I pareri, in giro, son parsi contrastanti, ma forse si tratta solo di abituarsi. Comunque, un paio di medaglie, per i nostri colori, non sono mancate: la prima l’ha portata a casa lo “Stortino”, quarto nella categoria giovanissimi; la seconda è stata appannaggio di Paolo Bisi, terzo negli junior, dopo essere incappato, in semifinale, nel suo grande rivale Marco Rech e, oramai, le loro sfide all’ultimo punto ricordano un po’ l’antagonismo tra Coppi e Bartali nel ciclismo del secondo dopoguerra.
Personalmente, mancavo da Terni da quasi due anni e devo dire che non ho trovato in splendida forma la nostra cattedrale del Tennistavolo. Fuori faceva parecchio freddo, d’accordo, ma gli spifferi, all’interno, erano inquietanti, tipo casa degli orrori, impossibile non stare abbottonatissimi. Inoltre, i segni dell’usura sono parsi evidenti. Tenuto conto che tra qualche mese tale impianto dovrà ospitare gli Europei giovanili, ci auguriamo che, per tempo, venga programmato dalle autorità competenti un opportuno e doveroso intervento di maquillage. Anzi, in tal senso, siete tutti invitati a scrivere una commovente letterina a Babbo Natale.

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LETTERINA A BABBO NATALE - 27/12/2007

“Caro Babbo Natale,
come ben sai, mi sta molto a cuore la mia polisportiva: essa non mi fa mai mancare una doccia calda, tavoli apparecchiati sempre disponibili, mari di palline e tanti amichetti, più o meno storti, con cui spalettare per tenere a bada la panza. Ecco perché, anche quest’anno, dedico le mie devotissime preghierine alla premiata TTVillaDoro e a ciò che vi gravita attorno.
Per iniziare, fa che il nostro amato Presidente Alessandro trovi sempre persone felici di andarsi a rompere i maroni alla tombola, senza farlo arrabbiare troppo quando qualcuno gli propone il famoso due di picche all’ultimo minuto. Inoltre, poiché comincia ad avere una ragguardevole età, fa che non si alteri eccessivamente ogni volta che legge l’ennesima fesseria regolamentare coniata dalla nostra stravagante Federazione.
A proposito del Governo centrale che manovra il giocattolo, ci auguriamo che tutte le malignità che circolano riguardo al bilancio federale, e ai suoi rattoppi, siano destituite di fondamento. In caso contrario, ti prego, con un abile colpo di bacchetta magica, trasforma il conto economico della Fitet in quello dell’Ikea. Il prossimo anno, poi, evita che l’ultima giornata di campionato si disputi alla vigilia del Santo Natale, così da evitare code in autostrada durante le trasferte e incazzature delle varie fidanzate e moglie, abbandonate in pieno stress da shopping dicembrino.
Dato che la favella è cascata sulle donne, non sarebbe male se, apparendogli in sogno, sfolgorante e gioioso, convincessi Battani a comprarci la squadra femminile di Carpi.
Noi tutti vogliamo un monte di bene ai nostri allenatori, quindi, gradiremmo che il Guerzovich potesse finalmente ottenere il permesso di soggiorno grazie al “Decreto flussi”, così da rimediare un contratto da professionista e smettere di fare il pizzaiolo per arrotondare. Per non parlare di Dj Ivan: sarebbe meraviglioso se riuscisse a risolvere le sue ambascie sentimentali, tornando dunque sulla propria decisione di trasferirsi in Tibet e farsi monaco.
Per la B1, ci sarebbe necessità di avversari un po’ più competitivi, perché Bisi & Co. non si stanno divertendo. Servirebbe, inoltre, una scopa elettrica, meglio ancora una Colf, settantenne per evitare liti intestine, perché vedere Giovannone che spazza la palestra fa tanta, troppa tenerezza.
Per la B2, invece, non sarebbero male avversari un po’ più schiappe, così magari vincono qualche partita. Non dico salvarli, perché sarebbe proprio impossibile anche per te, ma almeno far passare gli acciacchi alla schiena di Guido, senza il quale quella misera squadra è un vascello che solca acque tempestose priva del proprio timoniere.
In C1, mischia le carte in tavola, dona a Raffa un po’ dell’esperienza dei vecchierelli e concedi a loro di rinverdire di un paio di decenni.
Fai tornare presto Ghitalla terza categoria, meglio ancora seconda, di modo che la smetta di rubare le caramelle ai poveri Nc.
Per il sottoscritto, ti chiedo solo di intercedere presso i Poteri Supremi, affinché i gerarchi si ravvedano e non ci propinino, in futuro, la “Mini Swaythling” (o sveltina). Questo per evitare gesti estremi e inconsulti, tipo incatenarmi a Roma su Ponte Milvio (ponte dei lucchetti), dopo essermi dato fuoco con le ultime colle fresche che serbo in dispensa.
Infine, almeno per questa volta, disponi che i gobbi malefici arrivino dietro i viola.
Sempre tuo ossequioso, Storto.

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LA “SVELTINA” NON S’HA DA FARE! - 22/01/2008

Perdoneranno le miriadi di lettori se, un po’ per la sclerosi galoppante, un po’ perché l’argomento ci sta sinceramente a cuore, torniamo a dissertare circa la Mini Swaythling,  pure apostrofata col nomignolo, meritatissimo, di “sveltina”. Sullo spinoso argomento, il dibattito inizia a farsi serrato, anche perché gli avversari di tale formula hanno come l’impressione che l’accuminata supposta, alla fine, possa veramente esser loro somministrata, come uno specie di stupro collettivo, da parte dei poteri forti.
Per onor di cronaca, dobbiamo segnalare anche autorevoli voci a favore (Guido Bisi, Nardini), supportate da onorevoli argomentazioni, che, per l’occasione, tenteremo di confutare.
Per esempio, la “sveltina” garantirebbe una più breve durata delle partite. Innegabile e ovvio, ma, nella maggior parte dei casi,  offrirebbe anche minor divertimento per chi tali gare le vive da protagonista. Pare quasi che qualcuno, dopo quasi venti anni, si sia accorto che, spalettando un’oretta di più, si corra il rischio di trovare la minestra fredda a pranzo oppure  di veder scadere la prenotazione in trattoria per la cena.
Guardiamola dal lato opposto, invece: sai che libidine andare a fare una trasferta di 4-500 Km per poi giocare, ai fini del risultato che conta, solo con uno straniero che non te la fa vedere? Certo, gli appassionati dei numeri, dall’altra parte della barricata, potrebbero obiettare che anche con l’attuale Swaythling esiste la possibilità di disputare un solo incontro (ipotesi 5-0 per i giocatori centrali), ma ciò, statistiche alla mano, si è storicamente verificato in meno del 5% dei casi.
Con la versione light, si è detto, l’incidenza del n. 1 sarebbe minore…Certo, ma se entrambe le squadre fossero dotate di un buon numero uno, l’unico effetto sarebbe, con uno schieramento ortodosso, di non farli incontrare tra di loro, per fargli invece massacrare i poveri numeri due e tre. Inoltre, se una formazione vuole dotarsi di un n. 1 forte, il più delle volte a suon di soldoni, perché non dovrebbe beneficiare di questo vantaggio?
Ancora, la nuova formula garantirebbe, secondo i suoi sostenitori, un esito più incerto a livello di classifica finale, grazie anche alla presenza del pareggio (pareggio tanto esecrato, a livello federale, sino a pochi anni orsono). Peccato che si tratti solo di congetture: gli esperimenti regionali in atto testimoniano che, anche con questo geniale stratagemma, le squadre spaccatutto ammazzano comunque il campionato e quelle loffie sprofondano inesorabilmente e ci mancherebbe altro che non andasse così! Se l’obbiettivo fosse, realmente, quello di aver andamenti più elastici nelle varie serie, basterebbe (si fa per dire) studiare nuovi meccanismi nell’assegnazione dei punteggi, sperequando, per esempio, un 5-1 rispetto ad un 5-4.
Uno dei più fieri paladini di tale rivoluzione è il mitico Vermiglio, il quale, in occasione di un recente scambio di battute sull’argomento, dinanzi alle nostre perplessità, ha concluso: ”A me interessa tutelare il Sistema…” A noi, invece, ragionando da giocatori, magari mediocri, quindi senza interferenze di blasone o economiche, interessa solo il piacere sportivo, che ci verrebbe, francamente,  scippato dalla formula futuribile. Per questo motivo, ci professiamo apertamente ed ufficialmente nemici del “Sistema” e dei suoi sodali (in senso figurato, non ce ne voglia Alberto, che ci sta simpatico e che pure stimiamo).
Infatti, al di là dell’accademia e delle seghe mentali, un aspetto appare certo ed innegabile: sarà meno divertente e si giocherà un numero inferiore di partite, molte delle quali con stimoli ridotti.
In tal senso, dobbiamo fare ammenda per lo scetticismo manifestato ad inizio stagione nei confronti della nostra amata federazione regionale, la quale ha deliberato di sperimentare la “Mini”, in via anticipata, nei gironi di C2. Chiediamo venia per le frettolose critiche: tale pionieristica esperienza si è rivelata, al contrario, utilissima, perché ha fatto capire, a tutti, quanto sia “lassativa” la sveltina. Non intendiamo propinare la solita sterile polemica, è stato sufficiente intervistare i protagonisti dei campionati regionali, tutti disgustati, salvo rare eccezioni.
Sempre chi gioca, e solo chi gioca, può poi testimoniare quanto sia entusiasmante scendere in campo a risultato già acquisito (ad esempio sul 4-0). L’euforia è la stessa che si intravede nei gironi dei tornei in occasione dell’ultima partita tra due atleti già eliminati…. A meno che, come sottolinea per esempio Flavio Zannoni, tra gli idealmente favorevoli, il prolungamento non conti solo per le classifiche individuali ma anche per la squadra, conferendo cioè un peso diverso, sempre per esempio, al 6-0 piuttosto che al 4-2. Ma, anche in questo caso, la valutazione di tali discriminanti appare un terreno minatissimo.
Il guaio è che sfugge ancora il fine reale e più intimo della vexata riforma: vogliamo accorciare la durata delle gare? Giochiamo su due tavoli. Ma non tutti se li possono permettere! Vogliamo rendere più incerto l’esito delle partite in presenza di “fenomeni”? Reintroduciamo i doppi. Ma non a tutti piace il doppio e poi si tradurrebbe in un ulteriore allungamento del match. Vogliamo campionati dall’andamento più altalenante e meno scontato? Proviamo ad assegnare i punti in modo diverso. Ma poi va a finire che la gente si mette d’accordo…
E allora la “sveltina” sarebbe la panacea di tutti i pongistici acciacchi? “ Ma mi faccia il piacere!”
Una cosa è certa, poiché stavolta la questione tocca il 98% dei giocatori italiani, esclusi dunque i pochi professionisti prezzolati, sarebbe veramente un atto dittatoriale, uno sgarro inaccettabile, imporre tale palingenesi dall’alto, senza neppure interpellare la base, il numeroso gregge che, dai primi informali contatti, pare contrario per la stragrande maggioranza. C’è già chi ha proposto di raccogliere le firme ai Campionati Italiani; chi ha lanciato l’idea del Referendum (certo non sarebbe uno dei più inutili tra quelli che si sono visti negli ultimi anni). Probabilmente, basterebbe che ogni società trasmettesse al Palazzo, via e-mail, un bel documento in pdf, con le crocette dei propri atleti. Non sembra difficile.
L’importante è che la “sveltina” se la tengano i burocrati e chi soffre di eiaculatio precocis.

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DAL PANARO AL MONTONE - 11/02/2008

Dal Panaro al Montone, anzi, dal Po’ al Rubicone, si leva un lamento unanime:”No alla Sveltina!”. Ma della vexata quaestio, per l’ultima volta, parleremo in chiusura, perché ci ha, sinceramente, un poco stufati.
Vale invece la pena soffermarsi sullo stato dei campionati che interessano le nostre squadre, dove, in taluni casi, sembra già essere scoccata l’ora dei verdetti.
La B1, per esempio, dopo essersi aggiudicata, nuovamente, lo scontro diretto col Tramin, inizia a respirare aria di promozione, meritato corollario di una stagione impeccabile. A proposito del big match con gli altoatesini, probabilmente, applicando la propugnata formula “Mini-Swaythling”, non avremmo avuto modo di assistere allo spettacolare incontro tra i rispettivi numeri uno: il mitico Giò Bisi e lo straniero più forte del girone, il russo Kakorin, sino allora imbattuto.
In A2, i bambini terribili sembrano continuare a navigare in acque tutto sommato tranquille, alternando buoni spunti a prestazioni leggermente più incolori. E’ mancato, sinora, il botto, il numero da circo, o, forse, corriamo il rischio di essere sempre un po’ troppo esigenti con i nostri “figliocci”. Sta stravincendo il girone la Fortitudo, ma, pure in questo caso, imputare tale scontato esito all’attuale formula di gara pare un pleonastico esercizio di alchimia mentale: la formazione bolognese schiera Wang che è un fenomeno (oltre ad essere uno dei pochi cinesi simpatici in circolazione) e, come numero due, un certo Prosperini, non occorre aggiungere altro…
In B2, la retrocessione, paventata in tempi non sospetti, si è materializzata con ampio anticipo, eppure, anche nella fattispecie, appare ridicolo stare a speculare su ipotetici differenti esiti applicando formule alternative. Ha inciso, al contrario, il connotato geriatrico della formazione. L’epilogo sarebbe stato diverso solo se “Io sono Leggenda” Guido Bisi non avesse saltato per acciacchi metà delle partite, giocandone troppe in condizioni precarie. Ma il parossismo della sfiga si è raggiunto quando, in occasione dell’ultimo scontro diretto in chiave salvezza con Firenze, lo “storto” si è infortunato dopo tre minuti di gioco: abbiamo indagato, si tratta di un record assoluto, da autentico guiness dei primati!
Così, le ultime chance di avere una B2 per la prossima stagione, passano attraverso le imprese di Raffa e vecchi merletti nel girone nordico di C1. Ma, nonostante la definitiva maturazione di Liambetto e la contemporanea confortevole stagionatura dei suoi compagni, il cammino, in questo caso, appare ancora lungo e periglioso.
Nutre ancora ottime speranze di promozione la C2, dove il Ghitalla ha promesso di non perdere più sino alla fine del campionato! Del resto, il nostro griffatissimo giovinotto è talmente forte che gli avversari (vedi torneo di La Spezia) preferiscono farsi “screcciare” piuttosto che affrontarlo.
Per concludere, come anticipato, dedichiamo un’ultima chiosa alla Sveltina o Mini-Swaythling, tormentone su cui avremmo fatto a meno di tornare, se non fosse per sottolineare un’imprecisione rilevata nel recente intervento, su Pingpongitalia, dell’amico Alberto Vermiglio, ovvero l’autentico paladino della nuova formula (a proposito, grazie per la definizione “Cosacco del Panaro”, lo prendiamo come un complimento, visto che i cosacchi erano, in principio, un popolo di fieri guerrieri).
Il passaggio incriminato è quello dove si dice che, per sostenere la nostra campagna anti-Sveltina, ci saremmo “…inventati il cattivo funzionamento del test di Sweltin in C2 Emilia Romagna…”.
Che nella presente rubrica si faccia ampio uso di fantasia è fuori discussione, visto che trattasi dell’unica virtù risparmiataci dall’impietoso fluire del tempo. Tuttavia, nel caso in questione, se la vetusta memoria non ci tradisce, nessuno ha mai parlato o scritto di “cattivo funzionamento in Emilia Romagna del test” e chiunque riuscisse a rinvenire una frase del genere in uno dei nostri editoriali avrà una cena pagata al Real Fini, con successiva serata in balera.
Al contrario, nel precedente intervento, avevamo sostenuto, con decente italiano e sufficiente sintassi, una posizione addirittura antitetica, sottolineando come l’esperimento regionale fosse stato utilissimo per far capire ai giocatori, direttamente schierati e non, quanto fosse sgradevole, sul campo, tale miracolosa formula, escogitata dopo vent’anni di Swaythling normale.
Il simpatico “Aritmetico del Montone” (lo so che suona un po’ strano, ma che ci possiamo fare se il fiume che scorre dalle parti di Forlì si chiama Montone), per avvalorare la propria tesi, si è poi dilettato in un approfondito esercizio matematico, innegabilmente interessante, ma attenzione, la statistica è una scienza complicata e, soprattutto, affatto infallibile.
Noi, assai più poveri di spirito, ci siamo limitati, come già scritto, ad un compitino assolutamente terra-terra: chiedere a chi si è cimentato nelle C2 regionali cosa ne pensasse della Sveltina: salvo rare eccezioni, dal Po’ al Rubicone, il giudizio non è stato positivo, punto e basta, dopodiché ciascuno può sognare ciò che preferisce, da un ping-pong perfetto a Monica Bellucci. L’importante è che, ripetiamo, data la delicatezza della posta in causa, venga chiamato a deciderne l’intero universo dei giocatori, evitando che, come una scure, il dictat arrivi dall’alto per mano dei soliti burocrati.
Siamo spiacenti se abbiamo demonizzato la “creaturina” di qualcuno, ma trattasi di aborto e, come tale, è bene che rimanga segregata in cattività.

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NONNI E BAMBINI - 04/03/2008

Le due anime della Villa continuano imperterrite a contendersi un posto al sole. Da un lato, quella verde, spavalda e slanciata. Vi si contrappone l’altra, brizzolata, riflessiva e pancettosa, ma non meno agguerrita. Alla volta del giovanile di Modena, l’ago della bilancia pareva essersi spostato dalla parte dei più…”esperti”, poi però gli echi provenienti da Molfetta hanno ribaltato gli equilibri. Ma andiamo per gradi.
La recente manifestazione riservata ai giovanotti, tenutasi al Palapanini, se, da una parte, ha confermato i consueti eccellenti standard organizzativi e ambientali, dall’altro è parsa assai più scarsa di contenuti tecnici, vuoi per l’assenza delle gare Under 21, traghettate in altri contesti dal nuovo regolamento, vuoi per i contemporanei impegni internazionali degli infanti più promettenti. Senza contare che, a qualcuno, le nuove formule di svolgimento continuano a non andare a genio. Inoltre, mai bottino fu così magro per i nostri colori. Unica medaglia, d’argento, per Albertone, dopo tutta la fatica patita a montare e smontare una camionata di attrezzature!
Contemporaneamente, tuttavia, giungevano confortanti notizie dalla Toscana, ove erano di scena i Veterani della massima serie, col Bisi Team in procinto di confermarsi Campione d’Italia (ogni toccamento o palpata propiziatoria è ovviamente consentito).
“Galletto vecchio fa buon brodo”, sospirava qualcuno. Fino all’Assoluto pugliese.
Paolino, forte della prolungata esperienza vissuta nei giorni precedenti in giro per il mondo, dopo una partenza un poco stentata, ha pensato bene di vincere il torneo, il suo primo oro in una gara seconda, collezionando scalpi eccellenti e superando persino, udite udite, il suo invincibile rivale di sangue, ovvero il Ragnaccio, giunto peraltro terzo, dopo aver battuto addirittura Ricci, quest’ultimo, un po’ in versione gita con la famiglia, per la verità. Anzi, cogliamo l’occasione per salutare il vecchio Luca, che ha appunto intrapreso l’inedita carriera di papà, con tanto di ciucciotti e pannolini maleodoranti: una sua frase, proferita durante “l’era modenese” e rivolta allo storto di turno, è diventata addirittura leggendaria: “.. smerda co’ la marcia e vai cor toppone de’ coscia..”.
Dopodiché, Bisi Junior si è tolto qualche soddisfazione anche nell’assoluto, della serie l’appetito vien mangiando.
Meno brillanti, al contrario, le performances dei seconda cat. più attempati, ma, l’indomani, con la pubblicazione delle nuove classifiche, si è scoperto che proprio Giovannone si è riportato al primo posto del ranking rossonero, come dire che la battaglia per la leadership interna è ancora apertissima.
Intanto, da Roma, giungevano ottime notizie riguardanti Ghitalla: in settimana l’avevamo sfottuto duramente, sostenendo che non riusciva neppure a vincere un torneo quarta categoria ed il griffatissimo fighetto, nell’intento di smentirci, c’è andato vicino per un soffio, perdendo solo in una tiratissima finale. Comunque, +233 posizioni per lui in classifica, su livelli che finalmente iniziano a rendergli giustizia.
Dall’altra parte del globo, nel frattempo, volgeva al termine il campionato del mondo…asiatico. Eh già, perché non solo nelle prime piazze, sia maschili che femminili, si son visti unicamente occhi a mandorla, ma moltissime altre squadre, talvolta insospettabili come gli Usa, erano infarcite di atleti cinesi e affini. Si tratta, com’è evidente, di un fenomeno imbarazzante, finanche grottesco, cui sarebbe forse il caso di iniziare a porre un freno, anche se sembra trattarsi di una missione impossibile, un po’ come impedire l’import di mutande e altri capi d’abbigliamento a prezzi stracciati da certi paesi del sol levante.
Ma veniamo alle nostre nazionali, che naturalmente non risultano immuni alla dilagante “sindrome orientale”. Sono giunte al mondiale non senza qualche ambascia, dopo le varie vicissitudini che hanno interessato alcuni atleti, già titolari, e la direzione tecnica delle bimbe. Insomma, il sentimento dominante era un misto di attesa e concitazione. A consuntivo, possiamo concludere che sono mancate grosse sorprese: le ragazze, non senza fatica, sono addirittura salite di una piazza; i maschietti, non senza un pizzico di fortuna, hanno confermato il 16esimo posto.
Magre soddisfazioni, insomma, certo da non paragonarsi al goal della vittoria, al 93’, contro l’odiata juve.

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RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE! - 31/03/2008

Buona parte della platea si agita, fischia e rumoreggia perché non sopporta più la commedia in atto? The show must go on: resistere!
Il bilancio federale scricchiola in maniera assolutamente sinistra? Qualche santo provvederà, nel frattempo: resistere!
La tanto auspicata riforma dello Statuto federale e della famigerata tabella voti, mal digerita dalla solita attonita piccionaia è risultata, da ultimo, bocciata persino dal Coni? Quisquilie formali partorite da burocrati maniacali: assolutamente, stoicamente, resistere!
Tra i tanti consigli, da buoni samaritani più che da tecnici, che si dispensano ai bambini quando iniziano a cimentarsi con le gare, uno dei più ricorrenti è quello di stare durissimi anche sull’1-10 per l’avversario, perché non si sa mai (chiedere ad un nostro compagno di squadra in occasione di un recente match seconda cat…). Orbene, tale irreprensibile tenacia pare essere stata assimilata alla massima potenza dalla Suprema Dirigenza, alla quale possono essere mossi numerosi rilievi, ma va certo riconosciuta una coerenza da schiacciasassi nel proseguire imperterrita per la propria strada, noncurante di critiche e difficoltà di vario genere. Sull’1-10, come sullo zero a zero.
L’ultima vicenda in ordine di tempo è proprio quella che riguarda il parto della nuova tabella voti, sulla cui necessità di revisione, dopo circa 17 anni di operatività, nessuno nutriva più alcun dubbio. In quasi un ventennio, ne sono passate di palline sopra le reti ed è innegabile che la realtà del tennistavolo italiano si sia alquanto modificata. Doveroso, pertanto, mettere mano alle regole del gioco. Il problema è che, come in parecchie delle ultime occasioni di restyling normativo, si è provato a cambiare ma senza un disegno ben preciso. Oppure, come bisbigliano i soliti maliziosi, nella fattispecie, con un disegno precisissimo: non variare assolutamente nulla, evidentemente paghi dello status quo, peraltro sgradito alla massa.
Senza scendere in dettagli politico-tecnici, troppo arditi per la nostra modesta preparazione, appare sin troppo ovvio che un sistema in cui singole società pesano quanto intere regioni, possa generare qualche imbarazzo di tipo morale. Certo, occorre conferire il giusto merito a chi è stato capace di far lievitare tali importanti realtà. Altrettanto sicuramente, nessuno è tanto sprovveduto da pensare che, facendo un paragone col dorato mondo del calcio, sia logico che Empoli e Reggina abbiano lo stesso peso politico di Milan e Inter. Cerchiamo però di mantenere un minimo di decoro, perché se è vero che taluni filosofi del diritto consideravano l’oligarchia un’auspicabile forma di governo, di questo passo, si sta adesso rischiando di andare verso un’autentica dittatura e neppure tanto illuminata. Unico dictat, resistere, appunto, contro gli oppositori, contro la piazza, contro gli ex sostenitori amaramente pentiti. Da ultimo, contro il Coni, la cui bocciatura della proposta di riforma statutaria, al di là degli aspetti formali, è parsa a tutti perentoria, oltre che farcita di zone d’ombra in ordine alle modalità e alla tempistica. Invece, resistere, approvare e zitti! Un autentico atto di imperio.
E mentre in questo bailamme, ai piani alti, si ostenta la consueta sicurezza e retorica di regime, er popolino si domanda cosa fare. Per fortuna ci sono anche notizie buone, non facciamo sempre i menagrami: Paolino ha fatto i numeri in Cina; a Terni si è svolto un proficuo stage giovanile, si è assistito ad un bel torneo e alla serena preparazione della Nazionale. Accontentiamoci, d’accordo, ma, nel frattempo, prendiamo esempio dai “forti” e serriamo le file della resistenza: il set è ancora lungo.

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Ultimo aggiornamento:
12/05/2008


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